22. maggio 2026
Influenza o raffreddore?
Entrambe sono malattie virali, ma differiscono nel corso dei sintomi.
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L’influenza è una delle malattie infettive più frequenti durante la stagione fredda, in autunno e in inverno. Quasi ogni anno in Svizzera si registra un’epidemia influenzale di varia intensità e gravità, in genere nei mesi tra dicembre e marzo. Solo nell’anno del coronavirus 2020/2021, durante la pandemia da Covid-19, non c’è stata un’epidemia di influenza perché erano state prese intensive misure di protezione. Con le temperature in picchiata si registra un aumento anche dei casi di un’infezione influenzale, il raffreddamento. Entrambe le malattie infettive colpiscono le vie respiratorie, ma con alcune importanti differenze (cfr. il paragrafo «Influenza o infezione influenzale?»).
L’influenza è causata dai virus influenzali, più precisamente i virus dell’influenza A e dell’influenza B che si trasmettono facilmente da persona a persona. Ciò significa che il contatto è una via di contagio rapida. La trasmissione avviene in vari modi:
L’influenza può essere trasmessa ad altre persone, anche se non si hanno (ancora) sintomi e non si avverte alcun malessere. Ha un periodo di incubazione, cioè l’intervallo di tempo che intercorre tra l’infezione con il virus influenzale e la comparsa dei primi sintomi, di uno–tre giorni.
L’influenza può manifestarsi con i seguenti segni:
I bambini possono presentare anche nausea, vomito e diarrea, mentre gli anziani possono anche on avere la febbre. L’influenza può durare fino a due settimane
e può avere un decorso grave, a seconda dei casi. A volte i sintomi sono lievi e non vi sono complicazioni. In questo caso, il decorso è simile a quello di un raffreddamento, un’infezione influenzale. Per questo le due malattie infettive vengono spesso confuse (anche a causa dei nomi simili).
In molti casi, tuttavia, l’influenza non è solo un banale raffreddamento, ma può essere accompagnata da gravi complicazioni, anche fatali. Le persone con un sistema immunitario indebolito, ad esempio gli anziani o le persone con malattie croniche, sono particolarmente a rischio (vedere il paragrafo «Conseguenze e complicazioni»).
Tra l’influenza vera e propria e l’infezione influenzale (raffreddamento) vi sono delle differenze. Alcuni esempi:
Questa è una domanda che viene posta spesso. Se ci si ammala di influenza, è possibile infettare altre persone finché si espellono virus in grado di proliferare. La quantità di virus presenti è strettamente correlata alla gravità dei sintomi. Nella fase iniziale dell’influenza la quantità di virus escreta è maggiore e diminuisce via via che i sintomi si attenuano.
Una stima media della capacità di contagio è di quattro o cinque giorni dalla comparsa dei primi sintomi. Tuttavia, occorre anche tenere presente che: le persone affette da malattie croniche, con un sistema immunitario depresso e le persone malate gravi possono restare contagiose più a lungo. Potrebbero espellere i virus influenzali e pertanto essere contagiosi ancor prima della comparsa dei sintomi.
Nel caso dell’influenza, in genere vengono trattati solo i sintomi. I medicamenti diretti in modo specifico ai virus influenzali (antivirali) vengono utilizzati solo in casi particolari. Ad esempio, in caso di decorso grave o di aumentato rischio di decorso grave (ad es. a causa di diverse malattie preesistenti). I medicamenti noti come inibitori della neuraminidasi impediscono la divisione e la moltiplicazione dei virus influenzali, ma il trattamento deve essere iniziato il prima possibile.
Alcuni consigli generali che possono essere utili in caso di influenza:
I seguenti accorgimenti aiutano ad alleviare i sintomi dell’influenza (ma non ne accorciano la durata):
In ogni caso va considerato che gli antibiotici non sono efficaci contro l’influenza perché agiscono solo contro i batteri. A volte, tuttavia, da un’influenza può originare a un’infezione batterica come la polmonite, un’evoluzione nota in campo medico come «infezione secondaria», e in questo caso gli antibiotici possono essere utili.
È possibile prevenire l’influenza e le possibili conseguenze e complicazioni sottoponendosi alla vaccinazione antinfluenzale. In Svizzera sono stati omologati diversi vaccini antinfluenzali. La stagione della vaccinazione antinfluenzale inizia a metà ottobre e dura fino all’inizio dell’ondata influenzale.
In Svizzera la vaccinazione antinfluenzale è raccomandata nei seguenti casi:
Tuttavia, la vaccinazione antinfluenzale non protegge sempre: l’efficacia stimata dagli studi è compresa tra il 20 e l’80%, a seconda della stagione e del numero di persone vaccinate. L’efficacia è ridotta nelle persone con un sistema immunitario indebolito, negli anziani e nelle persone con malattie croniche. Nel loro caso, tuttavia, i sintomi dell’influenza sono spesso più lievi e subentrano meno complicazioni gravi.
Oltre alla vaccinazione antinfluenzale, vi sono alcune misure di protezione di carattere generale come:
A differenza del comune raffreddamento, la «vera» influenza può essere pericolosa per alcune persone e può causare varie complicazioni. Alcuni esempi:
Si tratta di complicazioni scatenate dai virus influenzali stessi o da un’infezione batterica secondaria. Il rischio di complicazioni gravi è significativamente più elevato nelle donne in gravidanza, nei bambini prematuri, nelle persone affette da determinate malattie croniche e negli anziani. In rari casi, queste complicazioni possono interessare anche persone più giovani e fino a quel momento in salute.
Alcuni dati di Infovac per la Svizzera:
La certezza può provenire solo da un esame di laboratorio. I campioni per il test possono essere raccolti tramite tampone nasale o faringeo. Sono disponibili diversi test, ad esempio il test rapido dell’influenza o il test PCR. È anche dai sintomi che si capisce di avere l’influenza: febbre alta che si presenta all’improvviso, tosse secca irritativa, mal di gola, mal di testa e dolore agli arti. Anche la stanchezza e l’affaticamento sono segni tipici dell’influenza.
Rispetto al raffreddamento (infezione influenzale), la vera influenza arriva all’improvviso. Nella maggior parte dei casi, le persone, appena prima in salute e in forze, si ammalano «di punto in bianco», e questo forte peggioramento le costringe a letto. I tipici sintomi iniziali sono febbre alta e improvvisa, mal di testa, dolori agli arti e tosse secca irritativa, che gradualmente diventa produttiva (con espettorato). Per contro, il raffreddore non è un sintomo preponderante dell’influenza.
Non è possibile dire in termini assoluti quale sia il giorno peggiore dell’influenza; ma sintomi come febbre, mal di testa, dolore agli arti e mal di gola compaiono in modo rapido e repentino. E raggiungono il massimo all’incirca tra il quarto e il sesto giorno dopo il contagio. A quel punto il sistema immunitario è in pieno fermento e combatte i virus influenzali con tutte le sue forze, e i sintomi sono molto forti.
Nella maggior parte dei casi, circa sette giorni. In seguito i sintomi migliorano gradualmente e scompaiono; tuttavia la persona può impiegare fino a due settimane per tornare completamente in salute e in forma. Alcuni sintomi, come la tosse o la spossatezza, possono durare persino più a lungo.
Non c’è un’indicazione valida per tutti i casi: la maggior parte delle persone influenzate si sente talmente stanca ed esausta da mettersi spontaneamente a letto per alcuni giorni. È consigliabile ascoltare il proprio corpo e restare a letto finché non ci si sente meglio e si recuperano le forze.
La contagiosità inizia già uno o due giorni prima della comparsa dei sintomi, e successivamente dura approssimativamente ancora per un periodo di cinque-sette giorni. È importante avere una buona igiene ed evitare, se possibile, il contatto con altre persone, per proteggerle dal contagio.
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