30. marzo 2026
Visitare la Svizzera in compagnia del...
Il periodo da marzo a luglio è generalmente il periodo più ricco di pollini. Seguono alcuni consigli per coloro che soffrono di...
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Per chi soffre di raffreddore da fieno non si può dire che la primavera sia uno spasso! Quando i primi raggi di sole iniziano a scaldare, anche la natura si risveglia dal suo «sonno invernale». Graminacee, alberi e arbusti iniziano a fiorire «soffiando» un’enorme quantità di pollini nell’aria. Il raffreddore da fieno causa una reazione eccessiva ai pollini che di fatto sono innocui: il sistema immunitario della persona allergica scatena alcune reazioni indesiderate: il naso cola, uno starnuto «tira l’altro» e gli occhi lacrimano, sono rossi e prudono. Quindi le passeggiate nel verde diventano spesso un tormento.
Il raffreddore da fieno non è una condizione rara. Secondo le stime dell’AHA, il Centro Allergie Svizzera, solo in Svizzera interessa circa il 20% delle persone. Questo tipo di allergia colpisce persone di qualsiasi genere in tutto il mondo. In linea di principio, il raffreddore da fieno può manifestarsi a qualsiasi età. A volte l’allergia ai pollini si presenta già durante l’infanzia. Il raffreddore da fieno può «arrivare» anche in età avanzata.
Le persone possono essere allergiche a uno o più tipi di polline, anche se la maggior parte – circa il 70% – ha un’allergia alle graminacee. Quando queste iniziano a fiorire, non lasciano quasi scampo, perché il fiore di un singolo filo d’erba contiene circa 4 milioni di pollini. Per contro, il polline delle conifere come l’abete o l’abete rosso è meno allergenico e quindi il numero di persone allergiche a queste piante è nettamente inferiore.
Il polline di graminacee, alberi, arbusti, erbe o fiori è leggero e si diffonde nell’aria, soprattutto in primavera e in estate, e le persone lo inspirano attraverso il naso. Ma questo minuscolo guastafeste può entrare anche negli occhi.
Il polline contiene proteine che a contatto con le mucose umane (ad es. naso o occhi) vengono rilasciate. Il sistema immunitario delle persone che soffrono di raffreddore da fieno classifica erroneamente queste proteine come «estranee» e «pericolose» e reagisce in modo eccessivo a queste sostanze. Basta già una minima esposizione al polline per scatenare una violenta reazione da parte del sistema immunitario che produce speciali sostanze di difesa, i cosiddetti anticorpi IgE. IgE è un’abbreviazione che sta per immunoglobulina E, una sostanza importante in caso di allergie.
Gli anticorpi si legano ai mastociti, speciali cellule di difesa del sistema immunitario che rilasciano sostanze responsabili dell’infiammazione. Una di queste è ad esempio l’istamina. Insieme ad altre sostanze messaggere, l’istamina stimola le ghiandole a produrre e rilasciare secrezioni. Le mucose del naso o degli occhi si infiammano. Anche i nervi si irritano.
Il raffreddore da fieno può avere diverse cause. Spesso la predisposizione al raffreddore da fieno è ereditaria. Per i bambini con genitori che soffrono di raffreddore da fieno o di altra allergia il rischio di sviluppare un’allergia è maggiore. In campo medico, questa tendenza allergica (ad es. allergia ai pollini) è detta «atopia» o «predisposizione allergica». Le persone che soffrono di raffreddore da fieno possono sviluppare anche altre malattie come l’asma allergica o la neurodermite (dermatite atopica). In ogni caso non bisogna dimenticare che anche fattori ambientali, come il fumo o i gas di scarico, hanno un ruolo nell’insorgenza di un’allergia.
I principali sintomi del raffreddore da fieno sono i seguenti:
Anche altri sintomi possono accompagnare il raffreddore da fieno. Sono comuni anche stanchezza e spossatezza o mal di testa e difficoltà di concentrazione. Anche la pelle può manifestare sintomi come gonfiore, eczema o ritenzione idrica (edema).
Il raffreddore da fieno è un’allergia di «tipo immediato», Questo significa che i sintomi iniziano immediatamente al contatto del polline con le mucose del naso e degli occhi.
Vi sono alcuni fattori e condizioni ambientali noti che possono aggravare il raffreddore da fieno. Alcuni esempi:
Il Centro Allergie Svizzera ha raggruppato le cause del raffreddore da fieno in tre gruppi principali:
L’inizio della stagione del raffreddore da fieno può variare di anno in anno poiché risente delle condizioni ambientali e dei cambiamenti climatici. Gli esperti hanno tuttavia constatato che i primi pollini circolano spesso già in inverno e che il periodo di fioritura delle piante si protrae fino all’autunno. La stagione del raffreddore da fieno può quindi protrarsi più a lungo rispetto al passato.
Vi sono diversi modi per scoprire in quale periodo si ha la carica pollinica in Svizzera e quanto è intensa e per quali pollini. Ad esempio:
Va tenuto presente che
Se l’allergia ai pollini non viene trattata, il raffreddore da fieno può causare anche l’asma. Alcune persone sviluppano asma allergico nel corso del loro raffreddore da fieno per effetto di un cosiddetto «cambiamento di livello», un termine medico usato per indicare che l’allergia non colpisce soltanto le vie respiratorie superiori ma anche quelle inferiori. Anche a livello dei bronchi nei polmoni si sviluppa una reazione di ipersensibilità che porta all’asma bronchiale.
Alcune persone allergiche ai pollini sono anche allergiche a determinati alimenti, presentano cioè quella che viene definita «allergia crociata». Poiché gli allergeni dei pollini sono molto simili a quelli degli alimenti, il sistema di difesa proprio dell’organismo considera «estranei» anche questi allergeni presenti negli alimenti.
Accade spesso che le persone allergiche al polline di betulla presentino un’allergia crociata, Ovvero una reazione allergica anche agli allergeni presenti nelle mele, nella frutta con nocciolo come ciliegie o pesche, oppure nelle verdure come il sedano o le carote. Possono manifestare sintomi come formicolio, prurito o sensazione di avere dei peli in bocca. Informatevi quindi su quali tipi di frutta e verdura dovreste evitare se soffrite di raffreddore da fieno.
Esistono diverse possibilità. Alcune terapie sono mirate ai sintomi del raffreddore da fieno con lo scopo di attenuarli. La cosiddetta iposensibilizzazione, invece, agisce sulla causa dell’allergia ai pollini, ovvero il sistema immunitario.
Molti si chiedono quali medicamenti possano essere d’aiuto in caso di raffreddore da fieno. Si usano soprattutto i principi attivi appartenenti ai gruppi degli:
Questi medicamenti sono disponibili in varie forme farmaceutiche, come spray nasali o colliri, che attenuano i sintomi a livello locale (naso, occhi) e anche in gocce, compresse o compresse da succhiare che agiscono a livello sistemico.
Anche una doccia nasale con una soluzione salina può essere utile in caso di raffreddore da fieno per eliminare il polline, pulire il naso e idratare la mucosa. A ciò si aggiungono rimedi casalinghi come maschere rinfrescanti o salviette umidificate sugli occhi.
L’iposensibilizzazione (nota anche come desensibilizzazione o immunoterapia specifica = SIT) è l’unica terapia diretta alla causa del raffreddore da fieno. Il sistema immunitario viene gradualmente allenato e abituato a non reagire più al polline.
L’iposensibilizzazione si basa su due principi:
Con l’iposensibilizzazione è possibile conseguire un sollievo significativo dai sintomi, che in alcuni casi scompaiono del tutto. Si riduce anche il rischio di un cambiamento di livello (ad es. polmoni, asma allergica) e di sviluppo di ulteriori allergie.
Molti si chiedono se il raffreddore da fieno sia una malattia cronica. Rispondiamo così: l’iposensibilizzazione offre la possibilità, nel lungo periodo, di liberarsi definitivamente del raffreddore da fieno. Tuttavia, l’allergia ai pollini non guarisce da un giorno all’altro. Bisogna avere pazienza!
Nel raffreddore da fieno è importante anche la strategia della carenza di allergeni, che consiste nell’evitare il contatto con la causa specifica dell’allergia «standogli alla larga». Ecco alcuni consigli utili per proteggersi dal polline:
In caso di raffreddore da fieno, è bene avere a portata di mano dei medicamenti in grado di alleviare rapidamente sintomi quali starnuti, naso che cola, prurito o lacrimazione. Come medicamenti sono utili e veloci soprattutto gli antistaminici. Tra i principi attivi comprovati figurano, ad esempio, l’azelastina e la cetirizina. I preparati antiallergici sono disponibili, ad esempio, sotto forma di spray nasali, colliri o pastiglie.
Sì, si può avvertire malessere! Il numero e l’intensità dei sintomi del raffreddore da fieno possono variare da persona a persona. Oltre a starnuti, lacrimazione o prurito, possono manifestarsi anche alcuni sintomi associati che compromettono il benessere e la qualità della vita come, ad esempio, stanchezza, spossatezza, esaurimento, mal di testa o inappetenza. Tanti, quindi, avvertono malessere o non si sentono bene.
Per saperlo, la cosa migliore che potete fare è consultare un calendario dei pollini. Per la Svizzera, vi sono diversi modi per tenersi aggiornati quotidianamente sul volo dei pollini nell’aria. Esempi: aha! Centro Allergie Svizzera oppure Meteo Svizzera. Per informazioni aggiornate sul volo dei pollini in Europa, potete consultare, tra gli altri, il sito Polleninformation.at. Questi servizi forniscono rapidamente informazioni sui pollini presenti nell’aria, indicando il periodo e la loro quantità. In questo modo potrete essere più pronti a evitare o contrastare i fastidiosi sintomi del raffreddore da fieno.
Non è sempre facile distinguere tra raffreddore da fieno o un semplice raffreddamento. Sebbene le due condizioni abbiano cause diverse, possono presentarsi con sintomi simili. Un indizio è dato dalla stagione in cui compaiono i sintomi. Il raffreddamento è molto comune in autunno e in inverno, mentre il raffreddore da fieno è legato al periodo di fioritura di determinate piante, in genere primavera ed estate. Anche l’esordio dei sintomi può fornire indicazioni utili. Il raffreddamento inizia di solito in modo graduale, spesso con un mal di gola, a cui si aggiungono via via altri sintomi. I sintomi del raffreddore da fieno, come ad esempio gli attacchi di starnuti e la lacrimazione, si manifestano solitamente all’improvviso.
Il fatto che il raffreddore da fieno migliori durante la notte e che possiate riposare bene dipende da alcuni fattori. Durante il giorno il polline può depositarsi sugli indumenti che indossate. Se lasciate questi indumenti in camera da letto, il polline può scatenarvi i sintomi del raffreddore da fieno. Il polline può trovarsi anche nei capelli, peggiorando così il raffreddore da fieno durante la notte. Pertanto bisogna riporre i vestiti fuori dalla camera da letto (o metterli subito in lavatrice), fare la doccia e lavarsi i capelli alla sera, tenere le finestre chiuse durante la notte. La vostra camera da letto dovrebbe essere il più possibile «libera dai pollini»: in questo modo dormirete meglio.
Sì, anche le persone adulte o in età avanzata possono sviluppare improvvisamente il raffreddore da fieno e diventare allergiche perché il sistema immunitario classifica come pericolose sostanze in realtà innocue. Benché le ragioni di ciò non siano ancora state chiarite in modo definitivo, gli esperti ritengono che l’aumento dell’inquinamento ambientale o i processi di invecchiamento del sistema immunitario possano avere un ruolo a riguardo. Con l’età, le difese immunitarie diventano meno efficaci.
Se il raffreddore da fieno non viene trattato, la persona dovrà fare i conti con i sintomi che si manifestano quando il polline responsabile dell’allergia è in circolazione. Inoltre, può verificarsi un cambiamento di livello, per cui l’allergia si estende dalle vie respiratorie superiori anche a quelle inferiori e può insorgere l’asma.
In linea di massima, il raffreddore da fieno può scomparire spontaneamente, ad esempio se si trascorre un periodo di diversi anni in una regione in cui il polline «incriminato» è quasi o del tutto assente. Tuttavia, non è consigliabile fare affidamento su questo «oblio» da parte del sistema immunitario, poiché un’allergia ai pollini può colpire i polmoni. Decidendo di aspettare ci si espone a un cambiamento di livello e all’asma allergico.
Purtroppo non esistono simili bevande. È importante, tuttavia, bere il più possibile per mantenere le mucose idratate e resistenti. Si consigliano almeno 1,5 litri di liquidi al giorno, e anche di più nelle giornate calde. Potete assumere, ad esempio, acqua, tè non zuccherati o mix di succhi di frutta e acqua minerale.
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